Nervo pudendo e dolore pelvico: informazioni utili
Il dolore nel perineo o nei genitali può avere origini diverse. La nevralgia del pudendo è una delle condizioni da considerare, ma non può essere riconosciuta attraverso un solo sintomo o un esame isolato.
Questa guida spiega che cosa si intende per nevralgia del pudendo, quali elementi orientano la valutazione e quali possibilità di trattamento vengono descritte nella letteratura scientifica. Le informazioni non sostituiscono una visita medica e non permettono un’autodiagnosi.
Le immagini sono ricostruzioni illustrative generate e adattate: non sono fotografie cliniche né esami reali. I colori anatomici sono simbolici.
In breve
- Il dolore interessa in genere il territorio del nervo pudendo e spesso peggiora quando si rimane seduti.
- La diagnosi è clinica. I criteri di Nantes aiutano il medico, ma non sono un test infallibile.
- Risonanza magnetica, ecografia, esami neurofisiologici e blocchi possono fornire informazioni utili in casi selezionati. Nessuno di questi accertamenti conferma da solo la diagnosi.
- Non esiste un trattamento migliore per tutte le persone. La scelta dipende dai sintomi, dalle possibili cause, dalle condizioni associate e dalla risposta agli interventi precedenti.
- La chirurgia e le procedure invasive sono riservate a situazioni selezionate e richiedono una valutazione specialistica.
Riferimenti per questa sintesi: linee guida europee sul dolore pelvico cronico, revisione sistematica di Ahmed e collaboratori, metanalisi di Andiman e collaboratori.
Che cos’è la nevralgia del pudendo
Il nervo pudendo parte dalle radici sacrali e raggiunge il perineo, i genitali esterni e la regione anorettale. Trasporta informazioni sensitive e partecipa al controllo di alcune funzioni del pavimento pelvico.
Con l’espressione nevralgia del pudendo si descrive un dolore riferibile al territorio di questo nervo. L’intrappolamento è un possibile meccanismo, ma nevralgia e intrappolamento non sono sinonimi perfetti. In alcune persone viene ipotizzata una compressione o una lesione del nervo. In altre non si identifica una causa unica.
Questa distinzione è importante. Attribuire ogni dolore pelvico a un nervo compresso può ritardare la ricerca di altre spiegazioni.


Dove si sente il dolore
Il dolore viene descritto più spesso nel perineo, intorno all’ano e nei genitali esterni. Può interessare un solo lato oppure entrambi. Le persone possono usare parole diverse per raccontarlo, come bruciore, scossa, puntura, pressione o sensazione di corpo estraneo.
La posizione seduta è spesso un elemento rilevante. Il dolore può aumentare sulla sedia e ridursi quando ci si alza o ci si sdraia. Questo andamento aiuta la valutazione, ma non basta per formulare una diagnosi.
Alcune persone riferiscono anche:
- maggiore sensibilità o sensazioni alterate nella zona perineale;
- dolore durante o dopo l’attività sessuale;
- disturbi urinari;
- difficoltà legate alla defecazione;
- riduzione delle attività quotidiane a causa del dolore.
Questi sintomi non sono specifici. Possono comparire anche in condizioni urologiche, ginecologiche, anorettali, muscolari o neurologiche diverse dalla nevralgia del pudendo. La distribuzione prevalente verso la gamba, per esempio, richiede di valutare anche altre possibili origini del dolore.
Riferimento: Associazione europea di urologia, valutazione diagnostica del dolore pelvico cronico.

Cause possibili e fattori associati
In alcune storie cliniche l’esordio viene collegato a un intervento pelvico, al parto, a un trauma o a una pressione prolungata sul perineo, come può accadere con molte ore in bicicletta. Questi elementi sono associazioni possibili. La loro presenza non dimostra automaticamente che il nervo sia intrappolato.
Molti casi non hanno una causa unica chiaramente identificabile. Endometriosi, sindrome dell’intestino irritabile, fibromialgia e altre condizioni di dolore persistente non devono essere presentate come cause dirette della nevralgia del pudendo. Possono coesistere oppure entrare nella diagnosi differenziale.
Come viene valutata
La valutazione parte dalla storia dei sintomi. Il medico considera la sede del dolore, le posizioni che lo modificano, l’andamento nel tempo, eventuali interventi o traumi e la presenza di sintomi urinari, intestinali, sessuali o neurologici.
L’esame clinico può comprendere la valutazione neurologica, muscoloscheletrica, urologica, ginecologica o anorettale, secondo il caso. I risultati sono spesso poco specifici. Per questo è necessario confrontare più elementi e cercare condizioni alternative.

I criteri di Nantes
Nel 2008 un gruppo di esperti ha proposto cinque criteri essenziali per orientare la diagnosi di nevralgia associata a intrappolamento del nervo pudendo:
- dolore nel territorio del nervo pudendo, dall’ano al clitoride o al pene;
- dolore prevalentemente aggravato dalla posizione seduta;
- dolore che, in genere, non provoca il risveglio notturno;
- assenza di una perdita sensitiva oggettiva nel territorio esaminato;
- riduzione del dolore dopo un blocco anestetico del nervo pudendo.
I criteri di Nantes derivano da un consenso clinico. Non sono stati creati come una prova capace di separare con certezza tutte le persone con nevralgia da quelle con altre condizioni. Anche il risultato del blocco dipende dalla tecnica usata, dalla sede dell’iniezione e dall’interpretazione clinica.
Riferimento: Labat e collaboratori, criteri diagnostici di Nantes.

Quali esami possono servire
Non esiste un esame strumentale che dimostri sempre la nevralgia del pudendo.
La risonanza magnetica può essere richiesta per cercare altre cause del dolore o, in centri con esperienza specifica, per studiare la regione attraversata dal nervo. L’ecografia e gli esami neurofisiologici possono fornire informazioni aggiuntive in casi selezionati. Un risultato normale non esclude automaticamente la condizione e un’alterazione isolata non la conferma.
Il blocco anestetico può avere una funzione diagnostica e, talvolta, terapeutica. La procedura deve essere eseguita e interpretata da professionisti competenti. La risposta può essere incompleta o difficile da attribuire al solo nervo pudendo.
Riferimenti: linee guida europee sulla valutazione diagnostica, revisione sistematica sulla diagnosi e la gestione.
Che cosa occorre distinguere dalla nevralgia del pudendo
Un dolore nella stessa zona può dipendere da condizioni diverse. La valutazione può richiedere di considerare:
- disturbi del pavimento pelvico e dolore muscolare o miofasciale;
- patologie ginecologiche, urologiche o anorettali;
- infezioni;
- conseguenze di traumi o interventi;
- problemi della colonna, delle radici nervose o di altri nervi;
- malattie infiammatorie o lesioni che richiedono accertamenti specifici;
- altri quadri di dolore pelvico persistente.
L’obiettivo non è accumulare esami. Serve scegliere gli accertamenti in base alla storia e ai risultati della visita.
Trattamenti e limiti delle prove
La ricerca disponibile non indica un trattamento chiaramente superiore per tutte le persone. Gli studi comprendono gruppi piccoli, criteri diagnostici diversi e controlli spesso brevi. La metanalisi pubblicata nel 2025 ha rilevato una forte eterogeneità e una qualità generalmente bassa degli studi inclusi.
Il percorso viene quindi adattato alla situazione individuale e può coinvolgere più professionisti.
Riduzione delle attività che aggravano il dolore
Può essere utile riconoscere le posizioni o le attività che aumentano i sintomi e modificarle per un periodo. Questo non significa interrompere ogni movimento. L’immobilità prolungata e le restrizioni non necessarie possono ridurre ulteriormente la funzione.
Non esiste una regola valida per tutti su seduta, sport, esercizi o uso dei cuscini. Le modifiche vanno provate con gradualità e rivalutate in base alla risposta.
Farmaci
Il medico può valutare farmaci usati per il dolore neuropatico, tenendo conto di altri trattamenti, condizioni di salute ed effetti indesiderati. Questa pagina non può indicare quale farmaco assumere né suggerire di iniziare, interrompere o modificare una terapia prescritta.
Fisioterapia del pavimento pelvico
Una valutazione fisioterapica specifica può essere presa in considerazione quando sono presenti alterazioni della funzione o del tono del pavimento pelvico. Gli esercizi non sono intercambiabili e non dovrebbero essere prescritti in modo uguale a tutte le persone.
Le linee guida europee segnalano che le prove sulle tecniche manuali nel dolore pelvico cronico sono deboli. La fisioterapia può far parte di un percorso individualizzato, ma non va presentata come una cura certa della nevralgia del pudendo.
Blocchi e infiltrazioni
I blocchi del nervo possono essere usati in casi selezionati. Uno studio randomizzato multicentrico non ha trovato un vantaggio dell’aggiunta di corticosteroide all’anestetico locale. Questo risultato non significa che ogni blocco sia inutile, ma impedisce di presentare il corticosteroide come componente sicuramente efficace.
Riferimento: Labat e collaboratori, studio randomizzato sui blocchi.
Radiofrequenza pulsata, neuromodulazione e chirurgia
La radiofrequenza pulsata ha prodotto risultati favorevoli a breve termine in alcuni studi piccoli. Mancano però confronti ampi e controlli sufficientemente lunghi per promettere un beneficio stabile.
La neuromodulazione e la decompressione chirurgica possono essere discusse nei centri specialistici quando il sospetto diagnostico è fondato, i sintomi sono importanti e gli interventi meno invasivi non hanno dato un risultato adeguato. La selezione della persona, i possibili benefici e gli eventi avversi devono essere valutati con attenzione.
Riferimenti: Fang e collaboratori, studio sulla radiofrequenza pulsata, Levesque e collaboratori, consenso sulla gestione dell’intrappolamento, Andiman e collaboratori, metanalisi dei trattamenti.
Il possibile ruolo dell’osteopatia
La ricerca eseguita per questa revisione non ha identificato prove controllate dirette e adeguate che dimostrino che un trattamento osteopatico liberi il nervo pudendo o curi la nevralgia.
Nell’ambito delle sue competenze, l’osteopata può raccogliere la storia della persona, leggere la documentazione già disponibile, svolgere una valutazione funzionale e riconoscere quando è necessario l’invio al medico o a un altro professionista. Un eventuale trattamento manuale deve avere obiettivi realistici, essere concordato con la persona e interrompersi o cambiare se aumenta i sintomi.
Michelangelo Lecce è osteopata e massoterapista, con laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche. Non è psicologo, non formula diagnosi mediche e non prescrive farmaci.
Per conoscere organizzazione, limiti e consenso della visita puoi leggere come si svolge una visita osteopatica per il dolore pelvico.
Dolore persistente, vita quotidiana e benessere emotivo
Il dolore pelvico persistente può interferire con lavoro, movimento, sonno, intimità e relazioni. L’impatto varia molto da persona a persona. Non tutte le persone hanno gli stessi sintomi e il decorso non segue tempi prevedibili.
Ansia, tristezza o paura del movimento possono accompagnare un dolore prolungato senza renderlo immaginario. Quando serve, il medico può proporre il coinvolgimento di un professionista abilitato per la salute mentale come parte di un percorso più ampio. Un sostegno psicologico non sostituisce la valutazione delle possibili cause fisiche.
Quando chiedere assistenza urgente
Rivolgiti immediatamente al servizio di emergenza se compaiono:
- forte dolore lombare che si irradia alla gamba, insieme a una nuova alterazione del controllo di vescica, intestino o funzione sessuale, oppure a una nuova perdita di sensibilità nel perineo;
- dolore pelvico improvviso, molto intenso o in rapido peggioramento;
- svenimento, difficoltà respiratoria o sanguinamento importante.
Contatta con urgenza un medico o il servizio sanitario territoriale se il dolore pelvico è accompagnato da difficoltà a urinare o defecare, sangue nelle urine o nelle feci, febbre, brividi oppure possibile gravidanza con dolore o sanguinamento.
Questi segnali non indicano necessariamente una nevralgia del pudendo. Possono dipendere da condizioni che richiedono tempi e percorsi diversi di intervento.
Riferimenti: istituto inglese per la qualità dell’assistenza sanitaria, condizioni neurologiche urgenti, servizio sanitario nazionale britannico, segnali di urgenza nel dolore pelvico.
Da dove iniziare
- Annota dove compare il dolore, che cosa lo modifica e quali altri sintomi sono presenti.
- Porta con te referti, elenco dei farmaci e informazioni su interventi o traumi precedenti.
- Chiedi una valutazione medica quando il dolore è nuovo, persistente, peggiora o limita le attività.
- Evita di iniziare esercizi standard, farmaci o procedure invasive sulla base di un’autodiagnosi.
Puoi consultare anche la guida dolore pelvico, da dove iniziare, le informazioni sulla visita osteopatica e la pagina con costi e modalità organizzative.
Se hai bisogno di chiarire quale pagina leggere o come contattare lo studio, trovi i recapiti nella pagina Contatti.
Fonti scientifiche e documenti consultati
DOI significa identificatore digitale permanente di una pubblicazione. PMID significa identificatore numerico di una voce presente in PubMed. PMCID significa identificatore di un articolo conservato a testo completo in PubMed Central.
- European Association of Urology, Associazione europea di urologia, abbreviata EAU. EAU Guidelines on Chronic Pelvic Pain. Edizione presentata al congresso annuale EAU, Londra, 2026. Valutazione diagnostica. Trattamento. Metodo.
- Labat JJ, Riant T, Robert R, Amarenco G, Lefaucheur JP, Rigaud J. Diagnostic criteria for pudendal neuralgia by pudendal nerve entrapment, Nantes criteria. Neurourol Urodyn. 2008;27(4):306-310. DOI: 10.1002/nau.20505. PMID: 17828787. Scheda PubMed. È stato consultato il riassunto.
- Levesque A, Ploteau S, Michel F, Bautrant E, Rigaud J, Filler A, et al. Recommendations on the management of pudendal nerve entrapment syndrome. Eur J Pain. 2022;26(1):7-17. DOI: 10.1002/ejp.1861. PMID: 34643963. Scheda PubMed. È stato consultato il riassunto.
- Ahmed M, et al. The Diagnosis and Management of Pudendal Neuralgia. Pain Ther. 2026;15(1):97-129. DOI: 10.1007/s40122-025-00803-w. PMID: 41389120. PMCID: PMC12804544. Testo completo in PubMed Central.
- Andiman SE, et al. Impact of Treatment of Pudendal Neuralgia on Pain: A Systematic Review and Meta-Analysis. Int Urogynecol J. 2025;36(1):35-58. DOI: 10.1007/s00192-024-06004-x. PMID: 39607531. Scheda PubMed. È stato consultato il riassunto.
- Labat JJ, Riant T, Lassaux A, Rioult B, Rabischong B, Khalfallah M, et al. Adding corticosteroids to the pudendal nerve block for pudendal neuralgia: a randomised, double-blind, controlled trial. BJOG. 2017;124(2):251-260. DOI: 10.1111/1471-0528.14222. PMID: 27465823. PMCID: PMC5215631. Scheda PubMed.
- Fang H, Zhang J, Yang Y, Ye L, Wang X. Clinical effect and safety of pulsed radiofrequency treatment for pudendal neuralgia: a prospective, randomized controlled clinical trial. J Pain Res. 2018;11:2367-2374. DOI: 10.2147/JPR.S167866. PMID: 30410389. PMCID: PMC6200082. Scheda PubMed.
- National Institute for Health and Care Excellence, istituto inglese per la qualità dell’assistenza sanitaria. Suspected neurological conditions: recognition and referral. Linea guida NG127. Raccomandazioni ufficiali per gli adulti.
- National Health Service, servizio sanitario nazionale britannico. Pelvic pain. Revisione indicata nella pagina: 24 giugno 2025. Pagina ufficiale.
Revisione scientifica: ricerca aggiornata all’11 agosto 2026. Le prove sui trattamenti sono eterogenee e spesso di qualità bassa. Le informazioni sono generali e non sostituiscono una visita medica.